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L'audit gratuito del sito: come usarlo per trovare clienti (senza sembrare spam)

3 ottobre 2026

Proporre a un'azienda "rifacciamo il vostro sito" è difficile: non sa perché dovrebbe, e non sa se ti può dare fiducia. Mostrarle invece tre problemi concreti del suo sito, con quanto le costano e come si risolvono, cambia la conversazione: non stai vendendo, stai portando informazioni utili.

È per questo che l'audit gratuito funziona come primo contatto per agenzie e freelance. Ma funziona solo se è fatto bene.

Cosa deve contenere un buon audit

Pochi problemi, ordinati per importanza. Un elenco di 60 avvisi tecnici spaventa e non convince. Meglio 5-8 punti, dal più grave al meno grave, ognuno con una frase che spiega l'effetto sul business: visite perse, clienti che abbandonano, contatti che non arrivano.

Dati specifici di quel sito. "Ottimizzate le immagini" vale per qualunque sito e il prospect lo capisce. "L'immagine principale della home pesa 1,8 MB e fa comparire il contenuto 3 secondi più tardi" dimostra che il sito l'hai guardato davvero.

Interventi concreti. Per ogni problema, cosa fare. Non serve il dettaglio tecnico completo (quello è il lavoro che venderai), ma deve essere chiaro che la soluzione esiste ed è alla portata.

Il tuo marchio. L'audit verrà inoltrato al titolare, al socio, a chi decide. Deve portare il tuo logo e il tuo nome, non quello di uno strumento.

Cosa controllare (l'essenziale)

  • Velocità: i tempi reali dei visitatori da smartphone, se Google li ha, e le cause principali della lentezza.
  • Visibilità su Google: titolo e descrizione della pagina, titolo principale (H1), sitemap, istruzioni che bloccano l'indicizzazione per errore.
  • Sicurezza di base: HTTPS attivo, certificato valido, redirect da http a https.
  • Uso da smartphone: la pagina si adatta allo schermo?
  • Anteprima nei social: come appare il link quando lo si condivide su WhatsApp o LinkedIn.

Sono controlli che il cliente capisce e di cui vede subito l'effetto.

Gli errori più comuni

Allarmare con numeri fuori contesto. Il punteggio di laboratorio di PageSpeed da smartphone è volutamente severo: scrivere "il vostro sito ci mette 12 secondi" quando il titolare lo apre in un attimo ti fa perdere credibilità in un colpo solo. Usa i dati dei visitatori reali quando ci sono, e presenta il test per quello che è. Ne parliamo in dettaglio in questo articolo.

Segnalare problemi inesistenti. Un certificato che "scade tra 40 giorni" è normale, perché si rinnova da solo. Un'immagine decorativa senza descrizione è corretta. Ogni falso allarme toglie valore ai problemi veri.

Mandarlo a freddo a chiunque. In Italia le email commerciali non richieste sono un terreno delicato anche verso indirizzi aziendali: prima di avviare campagne di massa conviene verificare con un consulente privacy come farlo in regola. L'audit rende molto di più quando arriva dopo un primo contatto (una telefonata, un incontro, una richiesta ricevuta dal tuo sito) o come risposta a chi te lo chiede.

Quanto tempo ci vuole

Fatto a mano, con PageSpeed Insights, un controllo del codice e la stesura dei testi, un audit curato richiede facilmente un'ora o più. Ha senso per un prospect importante, meno se vuoi farne dieci a settimana.

Scandra nasce per questo: inserisci l'indirizzo del sito e in un paio di minuti hai un report in PDF con il logo della tua agenzia, i problemi in ordine di priorità e gli interventi con i dati di quel sito, pronto da inoltrare. I primi audit sono gratuiti.