Core Web Vitals spiegati ai clienti, senza gergo tecnico
3 ottobre 2026
"Il vostro LCP è di 3,4 secondi e l'INP supera i 200 millisecondi." Per uno sviluppatore è una frase chiara; per il titolare di un ristorante o di uno studio dentistico non significa niente. Eppure i Core Web Vitals sono uno dei pochi segnali tecnici che Google dichiara di usare per il posizionamento, e sono un ottimo argomento per proporre un intervento sul sito.
Ecco come tradurli.
LCP: quanto si aspetta per vedere la pagina
Cosa misura: il tempo che passa tra il clic e la comparsa dell'elemento più grande nella parte visibile della pagina, di solito l'immagine principale o il titolo.
Soglia di Google: buono sotto 2,5 secondi, scarso oltre 4.
Come dirlo al cliente: "Chi apre il vostro sito dal telefono vede il contenuto dopo 3,5 secondi. Google considera buono un tempo sotto i 2,5: oltre quella soglia una parte dei visitatori se ne va prima ancora di vedere cosa offrite."
Le cause più frequenti: immagini troppo pesanti, file CSS e JavaScript che bloccano la visualizzazione, server lento a rispondere, immagine principale caricata in modo "pigro" (lazy load) quando dovrebbe arrivare per prima.
INP: quanto risponde la pagina quando la tocchi
Cosa misura: il ritardo tra un'azione del visitatore (un tocco, un clic, la pressione di un tasto) e la risposta visibile della pagina. Ha sostituito il vecchio FID nel 2024.
Soglia di Google: buono sotto 200 millisecondi, scarso oltre 500.
Come dirlo al cliente: "Quando un visitatore tocca un pulsante, la pagina ci mette quasi mezzo secondo a reagire. Sembra poco, ma dà la sensazione di un sito lento o rotto, e spinge a toccare di nuovo o ad andarsene."
Le cause più frequenti: troppi script, spesso di servizi esterni (strumenti di tracciamento, chat, pubblicità, widget dei social), che tengono occupato il telefono.
CLS: quanto "salta" la pagina mentre carica
Cosa misura: gli spostamenti inattesi del contenuto durante il caricamento, per esempio un testo che scende quando sopra compare un'immagine o un banner.
Soglia di Google: buono sotto 0,1, scarso oltre 0,25.
Come dirlo al cliente: "Mentre la pagina carica, testi e pulsanti si spostano: chi sta per toccare 'Prenota' rischia di toccare altro. È fastidioso e dà un'impressione di poca cura."
Le cause più frequenti: immagini senza dimensioni indicate, banner e annunci inseriti dopo il caricamento, caratteri personalizzati che cambiano la misura del testo quando arrivano.
Dati reali e test: la distinzione da fare sempre
Google valuta questi tre indicatori sui visitatori reali (utenti di Chrome, ultimi 28 giorni, 75% delle visite). PageSpeed Insights li mostra in alto quando il sito ha abbastanza traffico. Il punteggio da 0 a 100 più in basso viene invece da un test simulato in condizioni volutamente difficili.
Quando presenti i Core Web Vitals a un cliente, parti dai dati reali se ci sono. Se il sito è piccolo e non li ha, dillo chiaramente e usa il test per individuare i problemi, senza spacciare i suoi secondi per tempi reali. Spieghiamo il perché in questo articolo sul punteggio di PageSpeed.
Una struttura semplice per il report
Per ognuno dei tre indicatori bastano tre righe:
- com'è oggi, con il valore e il giudizio di Google;
- cosa vuol dire per i suoi clienti, in una frase;
- cosa si può fare, partendo dall'intervento che fa guadagnare di più.
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